Ciao a tutti, sono Gabriele Gabbini, giornalista classe 1985 che non sa ancora bene cosa farà da “grande”.

Nasco come redattore, lavorando per 7 anni nella redazione del quotidiano milanese Il GiornoQN (Quotidiano nazionale) dove mi sono occupato un po’ di tutto, dalla cronaca nera fino allo sport e all’economia. Qui mi sono tolto anche qualche bello sfizio, con alcuni reportage dall’estero, sia in Europa che in Medio Oriente.

L'autore del blog in Libano mentre parla con alcuni soldati italiani

Nel 2016 per esempio sulla frontiera turco-siriana ho raccolto le storie dei profughi di guerra, concentrandomi in particolare sulla realtà di Kilis: una città turca al confine con la Siria che ad oggi conta poco meno di 50mila abitanti a fronte di oltre 100mila profughi, spesso stipati in garage o cantine senza acqua né finestre.

In Libano invece ho seguito l’esercito italiano nella missione Unifil volta a verificare il ritiro delle truppe israeliane dal Paese e assistere il Governo nel ristabilire la sicurezza e la stabilità internazionali.
Qui ho conosciuto i “soldati di pace”, ed è stata in assoluto la mia primissima esperienza come reporter sul campo; era il 2012.

Altra tappa per me importante è stata ancora nel 2016, al Brennero, dove ho realizzato un reportage sul viaggio dei profughi attraverso l’Italia e verso l’Europa del Nord, proprio quando il governo austriaco minacciava la costruzione di una barriera sul confine italiano. Un’esperienza che mi ha fatto conoscere l’importanza del video, per rendere una storia più immediata, più semplice e, spesso, anche più vera.

Purtroppo però quella del giornalista, oggi più che mai, tende a essere una carriera assai precaria (ma quale in fondo non lo è?), e così sono stato costretto a cercare nuovi sbocchi per ritagliarmi uno spazietto tutto mio, provando ovviamente a non discostarmi troppo dal mondo della comunicazione e dell’informazione nel quale bene o male ero cresciuto.

Così, mentre facevo a spallate per ritrovare la via nella giungla degli annunci, mi sono detto: perché non creare una sorta di breviario per chi cerca un lavoro, in cui racimolare esperienze e storie che da un lato mi permettano di continuare a scribacchiare qualcosa e, dall’altro, possano magari rischiare di rivelarsi utili un giorno per qualcun altro?
Poi è gratis!

Così è nata l’idea di questo blog, un po’ per scherzo e un po’ per passione. Ma soprattutto un po’ a caso, come ogni cosa bella che mi è capitato di fare nella vita.

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6 pensieri su “Un po’ di me

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