L’ufficio Fantasma – Il mistero del lavoro perduto

Un uomo mostra un cartello di cartone con scritto: "Cerco lavoro"

Tutto ebbe origine con un piccolo, comunissimo, annuncio online. Uno di quelli postati sui social di lavoro rapido, dove ottieni una risposta entro 24/48 ore. Lo ricordo bene, diceva: “Cercasi risorse per gestione clienti/personale, magazzino e commessi per nuova apertura di una nota catena di negozi dedicati agli animali”. Tre righe scarse che certo non ispirano molta fiducia ma si sa, su questi portali sono tutti così.

Tuttavia mai mi sarei aspettato di infilarmi in un mistero degno del miglior Sherlock Holmes.

Così ci provo: mi candido e vengo anche chiamato per un primo colloquio. A gestire l’incontro uno di quegli uffici che vivono facendo selezione personale per clienti terzi. Così prendo il mio fedele cv cartaceo, mi infilo una giacca sopra la camicia, che non si sa mai, e vado all’appuntamento. Entro in ufficio e mi siedo in sala d’aspetto, insieme a un ragazzo cinese accompagnato dal papà. Che dopo un po’ mi guarda e mi confessa: “Sono qui per accompagnare lui – spiega indicando il figlio -. Sai, non parla ancora l’italiano e gli faccio da traduttore, almeno al colloquio”.
Io lo guardo un po’ perplesso, immaginandomi come sarebbe avere questa strana coppia come “collega” sul posto di lavoro. Sorrido e gli faccio il mio in bocca al lupo mentre dentro di me mi dico ironicamente: “Bene, se questo è un mio concorrente almeno dovrei partire con il favore dei pronostici”.

I candidati davanti a me sfilano al ritmo di uno ogni due minuti massimo. Arriva il mio turno, entro, e dopo una minima presentazione mi chiedono la disponibilità a partecipare a una giornata di affiancamento per testare le nostre competenze e i nostri interessi. Accetto e fissiamo l’appuntamento per la settimana successiva, alle 8.20 del mattino, sempre davanti a quell’ufficio.

Arrivo con largo anticipo (che per me equivale a circa dieci minuti) e trovo già lì una ragazza sudamericana, in attesa. Alla porta non c’è nessun altro e il cancello è chiuso. Alla spicciolata, arrivano altri due ragazzi, quando ormai le 8.20 sono belle che passate. Poco male, pensiamo a un ritardo ma per sicurezza provo a citofonare all’ufficio.

simbolo dei Ghostbusters, con un fantasma imprigionato in un cartello di divietoNessuna risposta. Proviamo a chiamare anche al numero di telefono che ci avevano dato, ma il risultato non cambia. Continuiamo a farlo anche per i successivi tre giorni, ma l’ufficio di riferimento sembra a tutt’oggi magicamente scomparso nel nulla. Solo il citofono è rimasto.

Ora, a prescindere dal fatto che non ho dato loro soldi, non ho mai firmato niente, né ho condiviso con loro informazioni confidenziali, mi chiedo solo una cosa: ma perché??? Come può essere possibile che un’azienda che dovrebbe fare selezione del personale non solo non faccia selezione, ma addirittura si nasconda dai possibili candidati?

Purtroppo non credo che avrò mai una risposta, ma la cosa mi rende assolutamente curioso. A qualcuno di voi è mai capitato qualcosa di simile? Se sì, vi chiedo il favore di condividere, perché davvero io non ho la più pallida idea di cosa possa frullare in testa a certe persone. E almeno mi fareste sentire un po’ meno solo, chissà, magari anche un po’ meno pirla, se non chiedo troppo.

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